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	<title>Piacca Blog</title>
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	<description>ITIS Liceo Tecnologico  P. Hensemberger Monza</description>
	<pubDate>Mon, 07 May 2012 19:14:07 +0000</pubDate>
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		<title>Rieccoci alle prese con i &#8220;mostri sacri&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 19:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blogmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Uscita n.1 a.s. 11-12]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordate? Grandi  nomi ai vertici del sistema-media hanno generosamente messo a disposizione un sabato ciascuno  per confrontarsi, raccontarsi  e raccontare il loro mondo ad una vasta platea di studenti delle ultime classi delle superiori di Lecco e Monza e Brianza. Tutto ciò all’interno dell’iniziativa IN-FORMAZIONE, promossa dalla fondazione FARE FUTURO.
Ora, terminati gli incontri, tocca ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordate? Grandi  nomi ai vertici del sistema-media hanno generosamente messo a disposizione un sabato ciascuno  per confrontarsi, raccontarsi  e raccontare il loro mondo ad una vasta platea di studenti delle ultime classi delle superiori di Lecco<span id="more-370"></span> e Monza e Brianza. Tutto ciò all’interno dell’iniziativa IN-FORMAZIONE, promossa dalla fondazione FARE FUTURO.</p>
<p>Ora, terminati gli incontri, tocca ai ragazzi misurarsi nelle 4 forme di comunicazione presentate dai giornalisti, partecipando al concorso, sul tema EXPO,  che vedrà la sua naturale conclusione nella cerimonia di premiazione prevista il 26 Maggio.</p>
<p>Il gruppo dell’Hensemberger (alcuni studenti di quinta D2 e quinta A1) ha preparato un giornale on line (PIACCA ON LINE) corredato anche da un video. Incrociamo le dita. Buona fortuna ragazzi!</p>
<p>Dobbiamo raccontarvi, come promesso nel numero precedente, di Monica Maggioni, Ferruccio De Bortoli e Giovanni Floris, dopo avervi già presentato il primo intervento tenuto da Paolo Liguori.</p>
<p>Forse non ci crederete, ma da tutti e tre è partito un messaggio forte e chiaro per la platea giovanile : l’impegno e la preparazione culturale sono le chiavi per costruirsi idee, capacità critiche e futuro. Niente di nuovo, penserete, sono le stesse raccomandazioni ripetute da genitori e prof, ma sentirle da persone famose, che hanno fatto carriera e raggiunto posizioni invidiabili nel loro settore, dovrebbe essere più stimolante. Eccovi la cronaca essenziale degli interventi dei tre big dei media</p>
<p>Giovanni Floris  racconta che dopo la laurea in scienze politiche, alla vigilia dell’assunzione in banca, ha avuto il coraggio di rinunciare al posto sicuro per seguire la sua passione: il giornalismo. Chiari quindi i suoi consigli “Fate quello che vi piace, abbiate il coraggio di tentare, di provarci, non cercate alibi per mollare il vostro percorso!”Continua molto realisticamente sottolineando come le attuali difficoltà possano diventare delle opportunità per farsi strada. Una boccata d’ossigeno le sue parole, anziché il solito pessimismo sul futuro dei giovani .Entra in RAI attraverso un concorso, sostituisce a New York un collega in ferie e la fortuna arriva al passo successivo : il direttore di rete gli affida un nuovo talk show, Ballarò, il nome si riferisce al quartiere mercato di Palermo. L’idea di base del programma è discutere per arrivare alla verità, senza credere di possederla a priori, cercare di andare alle radici del problema, al di là del confronto politico. Per Ballarò sono fondamentali i problemi, poi gli ospiti,  che vengono scelti in modo che sia possibile il contraddittorio; “Oggi vanno forti i prof.e gli ascolti sono in aumento con l’arrivo di Monti”.Negli ultimi 15 anni sono stati 3 i grandi filoni trattati : guerra, Berlusconi, crisi economica. L’85% dello spazio è stato dedicato all’economia, la media degli ascolti è del 17%. Sono 5 gli autori del programma, gli ascolti vengono monitorati minuto per minuto, i servizi durano al massimo 5 minuti, il mercoledì mattina si esaminano i risultati della sera precedente.</p>
<p>Monica Maggioni, responsabile speciali TG1 ripercorre la sua esperienza ventennale, ha ricoperto tutti i ruoli all’interno del TG, ma si sofferma su quello che definisce “il mio sogno”: l’inviato di guerra. Ci mostra alcuni filmati che testimoniano il suo lavoro in territori di guerra, Afganistan, Iraq dal 2000 al 2005; ricorda come a questa professione abbia sacrificato molto: amicizie, tranquillità, vita privata, ma come tutto ciò le abbia regalato tante emozioni.  “Ti accorgi che usi quello che hai studiato, non si può fare ameno del bagaglio culturale. L’inviato usa i propri occhi e cerca di capire per voi…La realtà non è mai bianca o nera, esiste il rischio di non riuscire ad essere imparziali, ma non ho mai deciso prima che storia raccontare, ho sempre dubbi. Non si devono snaturare i fatti, ma descriverne la complessità”</p>
<p>Ci racconta poi le diverse forme di TG, quello della TV generalista, il TG locale, le all news (informazioni di flusso); ognuno va costruito in modo diverso. Per preparare il TG1 delle 13,30 e delle 20, avviene una preriunione  alle 9,organizzata per settori, alle 10 vengono stabiliti i sommari delle due edizioni. Si arriva in onda : il conduttore legge le bozze di lancio che ha precedentemente studiato. E’ tutto un lavoro di squadra. Solo nel caso del TG3 e del TG7 le notizie vengono presentate dai rispettivi direttori. B. Berlinguer e E. Mentana.</p>
<p>Molto seguito e partecipato l’incontro con Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della sera, in apertura descrive il cambiamento culturale in atto nell’informazione diventata pervasiva: la stampa non ha più il monopolio, viene eliminata la distanza giornalista- lettore, ora quest’ultimo non è più passivo, è certificatore, corrispondente, partecipa attraverso la rete. Questa presenta dei pericoli, infatti chi  la usa non rappresenta sempre la media delle persone e delle opinioni. Non nega la crisi della carta stampata,  afferma, però, che ora il mondo dell’informazione è più aperto, meno esclusivo ed arrogante. L’informazione è un bene pubblico, il giornalista ha perciò il compito principale di ricostruire con attendibilità una parte della verità, deve essere intermediario, consegnando ai lettori il massimo della capacità critica. Il giornalista corretto deve mettere in luce le contraddizioni del potere, fare crescere i cittadini.  Il direttore, lascia poi molto spazio agli interventi dei ragazzi presenti in sala, sull’onda delle loro domande espone il proprio pensiero. Sottolinea le caratteristiche indispensabili del giornalista: la passione, la capacità, la voglia di comunicare e costruire relazioni; nell’esercizio della professione non deve manipolare i fatti, ma distinguere accuratamente questi dalle opinioni. Parlando del quotidiano che dirige, ricorda che è il frutto di un lavoro collettivo, di una sinergia di competenze in una struttura gerarchica. Ricorda la linea liberal-democratica e moderata della testata: “Al Corriere tutte le opinioni vengono accolte, non vogliamo dividere, né fare crociate”, ma confessa che per la sua responsabilità di direttore ha dovuto affrontare molti processi per diffamazione.</p>
<p>Efficace la conclusione, De Bortoli si congeda con queste due frasi: “Legge i giornali chi vuol capire di più”- poi,consegna a Twitter il suo commento all’incontro appena concluso: “Ho più cose da imparare io”.</p>
<p>.L.C.</p>
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		<title>SONDAGGIO</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 19:09:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Test]]></category>

		<category><![CDATA[Uscita n.1 a.s. 11-12]]></category>

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		<description><![CDATA[VOGLIAMO PARLARNE?   GIOVANI- ADULTI
COME STANNO LE COSE
L’abbiamo chiesto ad un campione di 22 ragazzi di quarta e quinta informatica, rivolgendo loro 4 semplici domande. Eccole con le risposte.
QUAL E’ LA FRASE CHE TI SENTI RIPETERE PIU’ SPESSO DAGLI ADULTI?
Qui non c’è  storia…! 14 risposte simili : “Studia!”
Seconda posizione: “Te lo avevo detto” (3)
Terza :”Com’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VOGLIAMO PARLARNE?   GIOVANI- ADULTI</p>
<p>COME STANNO LE COSE<span id="more-367"></span></p>
<p>L’abbiamo chiesto ad un campione di 22 ragazzi di quarta e quinta informatica, rivolgendo loro 4 semplici domande. Eccole con le risposte.</p>
<p>QUAL E’ LA FRASE CHE TI SENTI RIPETERE PIU’ SPESSO DAGLI ADULTI?</p>
<p>Qui non c’è  storia…! 14 risposte simili : “Studia!”</p>
<p>Seconda posizione: “Te lo avevo detto” (3)</p>
<p>Terza :”Com’è andata oggi a scuola?” (2)</p>
<p>Ultima posizione, a pari merito : “Stai sbagliando” “La scuola non è più come una volta” “Il futuro è nelle tue mani”</p>
<p>COSA TI DA’ PIU’ FASTIDIO DEGLI ADULTI?</p>
<p>In questo caso non c’è una netta prevalenza, comunque in testa troviamo:</p>
<p>Non ammettono di aver torto (4)</p>
<p>L’arroganza (3)</p>
<p>“Io alla tua età”  “Devi fare, non devi fare”  Non sanno ascoltare.  (2)Pari merito</p>
<p>E poi altre risposte singole : Ripetono sempre le stesse cose. Mi considerano ancora un bambino.</p>
<p>Continuano a rimproverarmi. Mi fanno sentire in una campana di vetro. Pretendono rispetto.</p>
<p>Ci considerano maleducati. Ed evviva.. Niente in particolare.</p>
<p>COSA APPREZZI DEGLI ADULTI?</p>
<p>La fiducia nelle nostre capacità (5)</p>
<p>I loro consigli (3)</p>
<p>Quando mi ascoltano.  Il loro senso di responsabilità.  La saggezza.  Quando si preoccupano e si prendono cura di me.  (2)  Pari merito</p>
<p>Risposte singole:  Sanno perdonarmi in fretta.  Mi spronano.  Alcune loro convinzioni.  La sicurezza. L’obiettività.</p>
<p>FAI UNA RICHIESTA PRECISA A GENITORI E PROF.</p>
<p>AI GENITORI :  Non tenermi al guinzaglio. Riconoscere le nostre ragioni.  Più libertà.  Più attenzione.  Trasmetterci valori, rispetto, sicurezza. Una vacanza.</p>
<p>AI PROF. : Promozione. (3 )  Maggiore flessibilità (2).  Possibilità di recupero.   Conoscenze.  Autorevolezza</p>
<p>AD ENTRAMBI</p>
<p>Maggiore comprensione (3).  Nessuna (3).  Fare richieste meno pressanti (2).   Saperci ascoltare.   Non trarre conclusioni affrettate.  Non pensare che sbagliamo sempre.  Riconoscere i propri torti.</p>
<p>Vi riconoscete? Fateci sapere, utilizzando il blog di PIACCA.</p>
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		<title>Dalla concorrenza: il presidente di mediobanca parla ai giovani</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 19:07:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Uscita n.1 a.s. 11-12]]></category>

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		<description><![CDATA[Renato  Pagliaro, banchiere al vertice di un importante istituto di credito, a fine Marzo ha incontrato gli studenti del liceo Carducci di Milano.  Un’iniziativa promossa dall’osservatorio Giovani editori. Viene a mettere “il dito nella piaga”, infatti c’è la crisi economica al centro del suo intervento. Non ha peli sulla lingua, sono indiscutibilmente forti le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Renato  Pagliaro, banchiere al vertice di un importante istituto di credito, a fine Marzo ha incontrato gli studenti del liceo Carducci di Milano.  Un’iniziativa promossa dall’osservatorio Giovani editori. Viene a mettere “il dito nella piaga”, infatti c’è la crisi economica al centro del suo intervento.<span id="more-363"></span> Non ha peli sulla lingua, sono indiscutibilmente forti le sue parole “ Non avrete mai la certezza del posto fisso, nessuno al mondo ha il dovere di assumervi”, rincara la dose :”Se in questa sala c’è un giovane che dice “Io non voglio lavorare la domenica”, vi dico che siete fuori dal mondo” . La platea non gradisce, nemmeno voi, penso. Ma vale la pena ascoltare i suoi consigli. Mette in guardia dal pericolo che l’università possa diventare un magazzino di precari; invita a vivere “esperienze lavorative fin da studenti, a viaggiare all’estero e a non snobbare i lavori manuali”. “Il sistema scolastico italiano ha dei deficit, in giro per il mondo i ragazzi cominciano a lavorare quando stanno ancora studiando, praticando anche lavori umili.  Questo è positivo, è utile a livello formativo perché ti aiuta ad entrare nella logica del mercato del lavoro. Si apprende il senso del dovere e della disciplina”. Ha proseguito con un’importante sottolineatura :” Non esiste una gerarchia, meglio un bravo barista che un avvocato svogliato”. Forte anche la conclusione :” Non abbiate paura, un domani, di fare figli, lo sviluppo di un paese ha molto a che fare con la demografia, più un Paese è giovane, più cresce”.</p>
<p>Da “Il Giornale” del 27 marzo</p>
<p>Vi piacerebbe confrontarvi con Pagliaro? Cosa gli direste? Cominciate a farlo sul nostro blog</p>
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		<title>Marocco</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 09:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blogmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[“Brrr! Che freddo!”: quante volte in inverno sentite questa frase?
Beh, la sottoscritta ha iniziato il 2011 tra la neve di Madonna di Campiglio… ho dunque deciso che avrei trascorso il successivo capodanno in un paese decisamente più esotico!
E così è stato. 31/12/2011, 4.30 del mattino, aeroporto di Bergamo, destinazione: Marrakech.
Mi fermo subito per fare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">“Brrr! Che freddo!”: quante volte in inverno sentite questa frase?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Beh, la sottoscritta ha iniziato il 2011 tra la neve di Madonna di Campiglio… ho dunque deciso che avrei trascorso il successivo capodanno in un paese decisamente più esotico!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">E così è stato. 31/12/2011, 4.30 del mattino, aeroporto di Bergamo, destinazione: Marrakech.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Mi fermo subito per fare un paio di “premesse linguistiche” per rendere il racconto più scorrevole<span id="more-352"></span><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">(in parole povere trascrivo il significato di qualche termine che mi servirà successivamente):</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: -9pt; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span><span style="font-size: small;">Medina: parte sacra della città, di solito il centro, circondata da mura. Le strade sono strette (ci si sposta a piedi, in bicicletta, motorino stile “Ciao” o, se si hanno pesi da trasportare, con l’asinello) e perdere l’orientamento è semplicissimo, tanto che le guide turistiche consigliano di munirsi di bussola.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: -9pt; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span><span style="font-size: small;">Souq: “mercato” (e/o insieme di negozi) tipico, che si snoda tra le viuzze della Medina.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: -9pt; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span><span style="font-size: small;">Riad: casa a più piani (di solito due o tre, e con molte stanze per piano) con terrazza e balconi interni all’abitazione; ostelli e guesthouses sono quasi tutti situati in questo tipo di abitazione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: -9pt; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span><span style="font-size: small;"><span style="mso-bidi-language: AR-MA;">Hammam</span>: simili a terme, più che altro a bagni turchi, con servizi aggiuntivi tipo massaggi (ciò che noi definiremmo <span style="mso-ansi-language: EN-US;" lang="EN-US">scrub</span>). Uomini e donne hanno orari diversi in cui poter accedere.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: -9pt; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span><span style="font-size: small;">Faux guides: data la carenza di lavoro molti ragazzi/giovani/adulti si improvvisano guide e “navigatori” per i turisti meno preparati; vengono chiamate. Sono super insistenti ed è assai difficile riuscire a convincerli che sai dove sei e dove stai andando…!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: -9pt; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span><span style="font-size: small;">Daniele/Dany: mio fratello nonché compagno di viaggio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: -9pt; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span><span style="font-size: small;">Precisazione: in Marocco parlano l’arabo-marocchino e il francese (per questo leggerete alcune parole en <span style="mso-ansi-language: FR-MA;" lang="FR-MA">français</span>)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Torniamo al racconto. Dopo circa 4ore di volo siamo in Marocco, e dato che il nostro ostello è situato all’interno della Medina, il proprietario del riad si offre di venire a recuperarci appena fuori dalle mura per non farci perdere da subito. Si presenta questo personaggio sorridentissimo in sella ad una vecchia Vespa e, dopo aver considerato l’idea d caricare se stesso, Daniele, me e gli zaini tutti sul vespino, fortunatamente desiste invitandoci a seguirlo a piedi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">L’idea mia e di mio fratello sarebbe abbandonare i bagagli in ostello e tuffarci in questo mondo che - sbirciato nel tragitto dall’aeroporto alla Medina - non pare somigliare per nulla al nostro: case color arancio/rosa dai tetti piatti, negozi inesistenti soppiantati da bancarelle, donne col velo dalla testa ai piedi (le più anziane hanno persino le mani coperte da guanti neri!), moschee, fontane decoratissime, spezie dai colori sgargianti e… teste di cammello appese nel souq.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Il nostro progetto fallisce miseramente sgominato dalla sconfinata ospitalità locale: il padrone del riad ci offre tè alla menta (bevanda tipicamente marocchina e deliziosamente dolce), pan au chocolat (simil-brioche al cioccolato) e una spremuta tanto densa e succosa da farmi riconsiderare la definizione di “arancia”. Guai a rifiutare! Si offendono terribilmente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Dopo l’abbondante pasto, un poco in ritardo sulla tabella di marcia, cominciamo l’esplorazione di Marrakech. Dovete sapere che i re, nei secoli, non si sono fatti mancare nulla: vi sono tombe lussuosissime decorate coi <span style="mso-bidi-language: AR-MA;">zelij</span>, ossia ricchi mosaici il cui colore predominante è l’azzurro; resti di immensi palazzi riservati al sovrano, a mogli e/o concubine e/o ai parenti più stretti, ed altri –sempre giganteschi- costruiti unicamente per la servitù.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">C’è da dire che per un europeo, una vacanza “culturale” in questo paese risulta parecchio economica: l’ingresso medio a musei, palazzi, tombe, ecc è di 10 dirham, nonché meno di un euro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Una delle cose più gratificanti è vedere il sorriso che sfoggiano i locali nell’udire uno straniero pronunciare un semplice “shukran” (=grazie)! Tutti coloro che hanno da ridire dei marocchini come popolo dovrebbero trascorrere qualche giorno qui per capire quanto queste persone siano immensamente gentili e riconoscenti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Il vagabondare ci porta nell’immensa piazza, patrimonio dell’Unesco, dove si riuniscono soggetti di tutti i tipi: turisti dagli occhi sgranati, incantatori di serpenti, ragazze che dipingono le braccia con l’henné e chi più ne ha più ne metta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Di fronte alla piazza sorge la moschea, dalla quale cinque volte al giorno (in orari precisi) giungono le urla del muezzin che, per me ignorante in arabo-marocchino non sono che cantilene senza senso, ma per la popolazione locale rappresentano il richiamo alla preghiera. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ebbene, dopo un ampio giro (o meglio dopo esserci persi e in qualche modo ritrovati…) nel souq, è già sera, e non una sera qualunque ma l’ultima del 2011: FESTAAAA!!!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Restiamo delusi nel realizzare che il calendario islamico non parte dal 1° Gennaio… conclusione: è un giorno come qualunque altro e gli unici a far casino sono un paio di turisti che hanno alzato un po’ il gomito, dalla parlata direi italiani e spagnoli (tra l’altro rimane il mistero su COME abbiano fatto ad ubriacarsi visto che la distribuzione e l’uso di alcool sono proibiti all’interno della Medina! La vendita e il consumo in specifici locali sono consentiti ai turisti ma all’ESTERNO delle mura…mah, mistero!) niente brindisi, niente baldoria… Dany ed io decidiamo così di farci gli auguri e optare per la nanna!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Nonostante la “delusione” di mezzanotte, abbiamo trovato Marrakech colorata, rumorosa, viva e multiculturale, le persone sono accoglienti, il cibo è saporitissimo e buonissimo (ammesso che vi piacciano le spezie!); insomma, meta decisamente consigliata!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Tempo un paio di giorni dal nostro arrivo e siamo di nuovo in partenza, stavolta verso la capitale. Suggerimento spassionato: i treni in Marocco costano poco e funzionano meglio che nel Bel Paese… NON fate come noi: NON muovetevi in autobus, soprattutto per i lunghi tragitti!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Dopo un ritardo di un’ora abbondante (quindi dopo oltre CINQUE ORE seduti in qualche maniera) il pullman giunge a Rabat; ci precipitiamo verso l’estuario del fiume Bou Regreg e arriviamo al mare quando ormai è il tramonto… nessuna meticolosa descrizione colma di termini forbiti, nessun pittore esperto né la reflex più costosa al mondo potrebbero riportare la magnificenza dello spettacolo a cui abbiamo assistito…! Il sole tremolante, quasi gelatinoso, scivola lentamente dietro l’orizzonte, tra il mare scintillante e l’annosa Medina, inondando di luce color salmone le mura e facendo scintillare l’acqua… il buio pare pervadere il cielo lentamente e improvvisamente al contempo in un abbraccio caldo, rosso, viola e infine blu… devo ammettere che il respiro per un attimo mi è mancato. Stupendo. Meraviglioso. Ma le parole non bastano… certo, se invece che con mio fratello fossi stata in dolce compagnia sarebbe stato assai romantico………ma con ciò non voglio degradare Dany, è il miglior compagno di viaggio che possa desiderare!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Rabat è una città abbastanza “occidentalizzata”, tanto da ricordarmi Monza. Strade infestate da automobili (e non da biciclette/muli/asini), ragazze con leggins che non lasciano nulla all’immaginazione, negozi che vendono alcolici (ricordo che ai musulmani praticanti è proibito bere alcool)… diciamo che non c’è molto di “tipico”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">La mattina successiva difatti siamo di nuovo in partenza (stavolta in treno!) alla volta di Meknès. Tempo un paio d’ore e perveniamo a destinazione. Come al solito, il tempo di buttar giù gli zaini in ostello e via verso la Medina! Fontane, moschee e palazzi reali sono presenti in tutte le città del Paese, e Meknès non è da meno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Avendo girato praticamente tutta la città (non è molto estesa) organizziamo per il giorno seguente una trasferta in due paesi lontani una ventina di chilometri: Moulay-Idriss e Volubilis. La prima è un’incantevole cittadina di circa 4-5mila abitanti, un insieme di casupole bianche dai tetti piatti che sembrano arrampicate sulla gobba di un cammello; è proprio piccino, oltre le case si trovano giusto un paio di bar e un hammam; qui le strade sono ancora più strette che nel souq di Marrakech e composte da gradini decisamente ripidi. La particolarità di questo posto è il minareto con base rotonda (tutti gli altri del mondo islamico ce l’hanno quadrata) difatti Moulay-Idriss è considerata la seconda città sacra dopo la Mecca, e chi non potesse durante la sua vita permettersi il pellegrinaggio fino alla città santa, può “recuperare” con più viaggi in questo sito.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Volubilis invece è ciò che rimane di un antichissimo insediamento romano; sono tutt’oggi ammirabili resti di capitelli, colonne, archi, bellissimi mosaici e ancora buona parte delle antiche abitazioni. Non posso omettere questo episodio: per arrivare qui non abbiamo preso un normale “petit-taxi”, bensì un “grand-taxi” che si differenzia dal primo per il numero di persone che ci si riesce a far entrare; entrambe sono automobili omologate per cinque, ma nel secondo “modello” riescono ad infilarci sette individui: davanti il taxista al posto di guida, di fianco a lui due persone una in braccio all’altra e dietro, schiacciati come meglio credono, altri quattro soggetti. Beh abbiamo speso 10 dirham per spostarci di 25km… in fondo è un prezzo onesto, direi. Stare appiccicati a gente sconosciuta per 15/20 minuti per qualcuno può risultare una scocciatura. Personalmente sono stata fortunata, come vicino mi è capitato un simpatico ventenne residente a Moulay-Idriss, il quale ci ha raccontato che per andare a scuola gli tocca tutti i giorni quel tragitto a quel modo; una volta raggiunto il paese, senza volere soldi o ricompense di alcun tipo, ci ha accompagnati sul punto più alto della città, da dove si gode di una vista più che spettacolare (una fatica a salire! Ma ne è decisamente valsa la pena!). Quel ragazzo mi ha emozionata, mai ci aveva visti in vita sua eppure si è “preso cura” di noi come fossimo amici suoi, si è preoccupato che sapessimo dove andare e con quali mezzi, e addirittura ci ha invitati da lui a mangiare cuscus fatto con le sue mani! Sinceramente… conoscete un italiano che l’avrebbe fatto?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Il giorno seguente via verso l’ultima tappa del viaggio: Fès. La distanza da Meknès è di una sessantina di chilometri così, con calma, abbiamo atteso il treno di mezzogiorno. Fès è la città per la quale la Lonely Planet (guida turistica che vi raccomando fermamente) suggeriva di munirsi di bussola. Dany ed io, sprezzanti del pericolo, ci siamo detti “non ci siamo persi fino ad ora, significa che abbiamo imparato come muoverci!” mai avremmo potuto essere più presuntuosi. Arrivati alle mura siamo subito stati salvati da quello che abbiamo nominato il nostro dark angel: una guida turistica ufficiale completamente vestita di nero il quale, dopo aver scacciato le assillanti faux guides, ci ha proposto un tour completo di Fès per la ragionevole cifra di 15euro. Accettiamo. Ci ha scortati in lungo e in largo per la città per oltre tre ore. Abbiamo visto praticamente tutte le moschee (dal di fuori, o meglio cacciando dentro solo la testa poiché ai non musulmani è vietato l’ingresso ai luoghi sacri), mosaici coloratissimi che adornano tombe di sovrani dai nomi impronunciabili, il cimitero ebraico e la sinagoga; abbiamo scoperto che i re del Marocco durante i secoli hanno ripetutamente chiesto aiuto e fedeltà al popolo ebraico per difendersi… dai propri sudditi! E ultime ma non ultime, un’infinità di fontane tutte decoratissime e ben funzionanti; in un Paese arido (e purtroppo povero) come questo, l’acqua è un bene più che prezioso il quale, disgraziatamente, non arriva in tutte le case, cosicché molte famiglie sono costrette tutt’oggi a rifornirsi alle sorgenti pubbliche. N.B.: chi ci vive ha un intestino abituato ai batteri locali… a voi turisti non venga in mente di bere quell’acqua! Non che sia mortale, ma se volete evitare di perdere ore ed ore seduti sulla tazza del wc… consumate solo H2O imbottigliata e ben sigillata! Eh, noi europei e il nostro intestino debole…!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Un’altra cosa che mi ha colpita è stata che a metà del tour il muezzin ha cominciato la sua cantilena, allora il dark angel ci ha gentilmente chiesto il permesso di fermarsi a pregare; permesso accordato; la nostra non-obiezione al fatto che si fermasse a pregare lo ha talmente emozionato che è uscito dalla moschea raggiante ed esclamando “grazie per essere stati gentili e comprensivi, ho pregato per voi”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Questo capodanno, seppur non si sia svolto all’insegna dell’ubriachezza molesta né della danza né delle ore piccole, è stato decisamente una delle esperienze migliori della mia vita; il cibo ha un sapore forte e particolare, le persone un carattere invadente, il clima passa da cocente sotto il sole a freddo nell’ombra della Medina… personalmente non vedo l’ora di tornarci!!!</span></p>
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		<title>La musicoterapia</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 09:29:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[Uscita n.1 a.s. 11-12]]></category>

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		<description><![CDATA[Consigli per tutte le occasioni
La musica,nostra compagna fidata da sempre, ci accompagna in alcuni dei momenti della nostra vita :dalla noiosa attraversata in autobus o in treno , all&#8217;eccitante festa,
e come ben ci siamo sempre accorti essa ha il potere di emozionarci :ci consola nei momenti difficili e fa da colonna sonora in quelli felici.
E’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;;">Consigli per tutte le occasioni</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;;">La musica,nostra compagna fidata da sempre, ci accompagna in alcuni dei momenti della nostra vita :dalla noiosa attraversata in autobus o in treno , all&#8217;eccitante festa,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;;">e come ben ci siamo sempre accorti essa ha il potere di emozionarci :ci consola nei momenti difficili<span id="more-347"></span> e fa da colonna sonora in quelli felici.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;;">E’ quello che hanno studiato alcuni ricercatori inglesi della Glasglow Caledonian University guidati dal dottor Knox, cioè sulla base della musicoterapia,ovvero l&#8217;uso della musica a scopi terapeutici,capire qual è il vero impatto che musica e testi hanno sull&#8217;umore.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;;">Dalla ricerca si è riusciti a capire con che caratteristiche una canzone può variare l&#8217;intensità di emozioni provate da una persona,analizzando testo,ritmo e struttura sonora.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;;">Da questa ricerca sarà possibile sviluppare applicazioni sempre più complesse in grado di selezionare una playlist di canzoni adatte al proprio umore, naturalmente<span style="mso-spacerun: yes"> </span>bisogna tener conto delle variabili personali, prima fra tutte il proprio vissuto.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;;">Esiste comunque già un’applicazione online per Pc e iOS<span style="mso-spacerun: yes"> </span>in grado di generare una playlist in base alle proprie emozioni e si trova sul sito </span><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt;"><a href="http://musicovery.com/"><span style="mso-bidi-font-family: 'Courier New'"><span style="color: #0000ff;">http://musicovery.com/</span></span></a></span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;;"><span style="mso-spacerun: yes"> </span>Ci ha intrigato molto questo argomento, la musica è un ingrediente irrinunciabile nella vita di noi giovani ed allora ci siamo messi d’impegno compilando la nostra playlist centrata su due obiettivi che ci sembrano importanti: favorire una condizione di calma e serenità, e, all’opposto, aumentare un po’l’adrenalina. Fateci sapere se condividete le nostre scelte. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;; mso-ansi-language: EN-US;"><strong>Canzoni rilassanti</strong><span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-tab-count: 2"> </span><strong>Canzoni che caricano</strong></span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm -20.1pt 0pt 0cm"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;; mso-ansi-language: EN-US;">Whiteroom - Cream<span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-tab-count: 2"> </span>Chop suey - System of a down</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm -48.45pt 0pt 0cm"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;; mso-ansi-language: EN-US;">Angels - Robbie Williams<span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-tab-count: 1"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>The Downfall of us all - A day to remember</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;; mso-ansi-language: EN-US;">Best of me - Sum 41<span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-tab-count: 2"> </span>Revolutionary - The ghost inside</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;; mso-ansi-language: EN-US;">Red Sky - Thrice<span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-tab-count: 2"> W</span>e will rock you - Queen</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;; mso-ansi-language: EN-US;">Whish you were here - Pink floyd<span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-tab-count: 1"> </span>La locomotiva - Guccini</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;; mso-ansi-language: EN-US;">Paradise - Coldplay <span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-tab-count: 1"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>You give love a bad name - Bon jovi</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;;">Angy - Rolling stones<span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>Italiano medio - articolo 31</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;; mso-ansi-language: EN-US;">Karma police - Radiohead<span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>Levels - Avicii</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;; mso-ansi-language: EN-US;">A te - Jovanotti<span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>Cinema - skrillex</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: 'Palatino Linotype','serif'; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: &quot;Courier New&quot;; mso-ansi-language: EN-US;">Rise - Eddie Vedder<span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span><span style="mso-spacerun: yes"> </span>We are the champion - Queen</span></p>
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		<title>Il Natale passato</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 17:38:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Uscita n.1 a.s. 11-12]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ero piccola il Natale si svolgeva sempre nello stesso modo. La notte prima, io e le mie sorelle cercavamo di non dormire per aspettare Babbo Natale che doveva arrivare con i suoi regali. Puntualmente ci addormentavamo ma la mattina eravamo sempre sveglie per le 7. La prima cosa che facevamo appena svegliate era svegliare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ero piccola il Natale si svolgeva sempre nello stesso modo. La notte prima, io e le mie sorelle cercavamo di non dormire per aspettare Babbo Natale che doveva arrivare con i suoi regali. Puntualmente ci addormentavamo ma la mattina eravamo sempre sveglie per le 7<span id="more-337"></span>. La prima cosa che facevamo appena svegliate era svegliare la mamma e avere il permesso di aprire i regali. Avuto il permesso ci fiondavamo  in salotto tutte e tre e iniziavamo a scartare i regali. Il salone si riempiva di carta e di scatole svuotate del proprio contenuto e così iniziava la mattina, parte più interessante della giornata, piena di giochi nuovi. Verso le 11.30 ci si preparava per andare dalla nonna per il pranzo di Natale. Arrivati dalla nonna si aspettavano gli altri parenti che portavano i loro regali che venivano immediatamente scartati. Si iniziava poi il pranzo, solitamente infinito, ma a noi bambine era concesso di alzarci e giocare con i nuovi regali d’avanti al camino della nonna. Finalmente verso tarda sera si andava a casa ed esauste crollavamo in macchina.</p>
<p>Ludovica Scarpini</p>
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		<title>Riscrivete le leggi fondamentali della stupidità</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 17:23:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Buon Umore]]></category>

		<category><![CDATA[Uscita n.1 a.s. 11-12]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
2. La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
3. Una persona è stupida se causa un danno a un&#8217;altra persona o a un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-312"></span><strong>1.</strong> Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.<br />
<strong>2.</strong> La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.<br />
<strong>3. </strong>Una persona è stupida se causa un danno a un&#8217;altra persona o a un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.<br />
<strong>4.</strong> Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore.<br />
<strong>5.</strong> La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.<br />
Così Carlo M. Cipolla ha enunciato le «cinque leggi fondamentali della stupidità». Cari lettori, sareste in grado di individuarne altre di altrettanto universali?</p>
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		<title>L’impegno scolastico</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 17:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blogmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Test]]></category>

		<category><![CDATA[Uscita n.1 a.s. 11-12]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo test ti può aiutare a capire qual è il tuo impegno scolastico. Rispondi a queste domande con sincerità, secondo questa legenda:
1= MAI
3= QUALCHE VOLTA
5= SEMPRE

Studi anche se ti hanno appena interrogato
Cerchi di completare anche i compiti più lunghi e noiosi
Ascolti l’insegnante anche quando spiega ciò che conosci già
Ti impegni a portare a termine anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo test ti può aiutare a capire qual è il tuo impegno scolastico.<span id="more-309"></span> Rispondi a queste domande con sincerità, secondo questa legenda:<br />
1= MAI<br />
3= QUALCHE VOLTA<br />
5= SEMPRE</p>
<ul>
<li>Studi anche se ti hanno appena interrogato</li>
<li>Cerchi di completare anche i compiti più lunghi e noiosi</li>
<li>Ascolti l’insegnante anche quando spiega ciò che conosci già</li>
<li>Ti impegni a portare a termine anche i compiti più difficili</li>
<li>Se un compito è impegnativo cerchi di dedicargli il tempo necessario</li>
<li>Segui la lezione anche quando non ti interessa</li>
<li>Dopo qualche settimana di scuola il tuo intere rimane costante</li>
<li>Pensi che studiando di più i tuoi voti potrebbero migliorare</li>
<li>Inizi dai compiti  più difficili, anche se più faticosi</li>
<li>Non ti accontenti della sufficienza, neanche nelle materie che non ti piacciono</li>
<li>Cerchi di impegnarti per tutto l’anno scolastico</li>
</ul>
<p>L’impegno a scuola premia sempre</p>
<p>PUNTEGGIO TOTALE<br />
SINTESI  DELLA SCHEDA<br />
Un punteggio inferiore a 24 indica la tendenza ad impegnarsi poco a scuola,sia riguardo i compiti, sia nel mantenere costante l’interesse verso lo studio<br />
Un punteggio tra 25 e 47 indica la tendenza ad essere incostanti nello studio, soprattutto nel mantenere vivo l’interesse verso la scuola per tutto l’anno scolastico<br />
Un punteggio superiore a 48 indica la tendenza ad impegnarsi in maniera costante e diligente, nonostante le difficoltà che si possono incontrare</p>
<p>Tratto da “Orientare all’università e al lavoro” Alpha test</p>
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		<title>On the run Paul McCartney</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 17:17:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blogmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[Uscita n.1 a.s. 11-12]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hensemberger.it/blog/?p=303</guid>
		<description><![CDATA[27 – 11 – 2011 Milano
Avete mai visto saltare, cantare e applaudire un sessantenne e un sedicenne allo stesso spettacolo musicale ? Solo i Beatles, concentrati nel loro esponente dal carisma mediatico più cool, cioè il “Macca”, ci potevano riuscire.
E’ stato un concerto “perfetto”, studiato nei minimi particolari, la scenografia e i filmati proiettati a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">27 – 11 – 2011 Milano</p>
<p style="text-align: left;">Avete mai visto saltare, cantare e applaudire un sessantenne e un sedicenne allo stesso spettacolo musicale ?<span id="more-303"></span> Solo i Beatles, concentrati nel loro esponente dal carisma mediatico più cool, cioè il “Macca”, ci potevano riuscire.<br />
E’ stato un concerto “perfetto”, studiato nei minimi particolari, la scenografia e i filmati proiettati a partire da 10 minuti prime dell’ingresso di Paul, le luci e gli effetti speciali da film (colonne di fuoco e fuochi d’artificio), la bravura della “sua fantastica band”, ma soprattutto lui Paul, sessantanove anni compiuti (18-06-11), canta, suona, si muove sul palco come un artista senza tempo. Solo il viso tradisce l’età ma se lo ascolti la sua mitica voce è intatta.<br />
E’ un pifferaio magico che da quasi cinquanta anni si porta dietro milioni di persone, che al suono delle sue canzoni provano emozioni e sentimenti unici che non hanno una collocazione temporale.<br />
Ho visto adulti con le lacrime agli occhi , soprattutto nei momenti in cui sullo schermo sono apparse le immagini di John e George, i Beatles che ci hanno lasciato e ragazzi emozionati che saltavano elettrizzati.<br />
Migliaia di persone che cantano all’unisono per quasi tre ore, creando un’atmosfera “magica” sono d’avvero lo spettacolo “perfetto” e quando un’arte è perfetta non ha età !</p>
<p>Una fan dei Beatles di 55 anni</p>
<p><a href="http://www.hensemberger.it/blog/wp-content/uploads/2012/04/paulmccartney1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-304" title="paulmccartney1" src="http://www.hensemberger.it/blog/wp-content/uploads/2012/04/paulmccartney1-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
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		<title>I neutrini e la luce</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 17:01:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza &amp; Tecnica]]></category>

		<category><![CDATA[Uscita n.1 a.s. 11-12]]></category>

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		<description><![CDATA[I neutrini e la luce
Il nostro redattore Luca Evangelista ha intervistato per noi una professoressa di fisica. Ecco cosa ci ha raccontato…
Ci sono 3 esperimenti diversi sui neutrini.
ESPERIMENTO 1
Quello del CERN di Ginevra: lanciati con un’energia di 17GeV, hanno percorso una distanza di circa 732 km in un tempo di 2,4 ms (10-3s) anticipando un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I neutrini e la luce<br />
Il nostro redattore Luca Evangelista ha intervistato per noi una professoressa di fisica. Ecco cosa ci ha raccontato…<span id="more-296"></span><br />
Ci sono 3 esperimenti diversi sui neutrini.<br />
<strong>ESPERIMENTO 1</strong><br />
Quello del CERN di Ginevra: lanciati con un’energia di 17GeV, hanno percorso una distanza di circa 732 km in un tempo di 2,4 ms (10-3s) anticipando un ipotetico raggio di luce di 61ns (10-9s). E’ come se su un percorso di 100 metri avessero anticipato la luce di 1 mm.  L’esperimento l’hanno condotto nel marzo 2010 ed hanno passato tutto questo tempo a controllare e ricontrollare i risultati. Potrebbe però esserci stato un errore sistematico nel valutare la distanza percorsa dai neutrini (viaggiano in linea retta attraverso le rocce, non seguendo la curvatura terrestre, che, per quanto piccola, tra Ginevra e il Gran Sasso comunque c’è). Se i risultati venissero  confermati da esperimenti indipendenti salterebbe il principio di causalità a cui noi siamo abituati: prima viene la causa e poi l’effetto.   Infatti, se i neutrini viaggiassero più veloci della luce, noi “vedremmo” PRIMA arrivare i neutrini e POI li vedremmo partire. E altre cose di questo genere.<br />
<strong>ESPERIMENTO 2</strong> (fatto nel 2005) Sudbury Neutrino Observatory<br />
Fatto in Canada sui neutrini solari. Ci sono 3 tipi di neutrini e si è trovato che mentre viaggiano si trasformano da un tipo ad un altro. Non entro nel dettaglio (puoi trovare su Wikipedia), ma la conclusione importante è che, per spiegare il fenomeno, occorre che i neutrini abbiano una massa anche se PICCOLA e che QUINDI devono avere una velocità minore di quella della luce (altrimenti per la relatività di Einstein se si muovessero alla velocità della luce la loro massa diventerebbe INFINITA)<br />
<strong>ESPERIMENTO 3</strong> (fatto nel 1987) Neutrini dalla SN1987A<br />
SN sta per Super Nova. Nel 1987 c’è stata un’esplosione di supernova distante 168000 anni luce. C’erano 3 rilevatori di neutrini accesi sul pianeta Terra (quello italiano sul Monte Bianco era spento per motivi di mancanza di fondi!) e hanno ottenuto, indipendentemente l’uno dall’altro, lo stesso risultato. Un rilevatore ha misurato il tempo di 11 neutrini, un altro ha misurato il tempo di 8 neutrini e l’altro quello di 5 neutrini.<br />
Questi neutrini avevano un intervallo di energie da 7,5 a 39 MeV<br />
Mentre la luce per fare quel percorso ha impiegato 168000 anni, i neutrini provenienti dalla supernova ci hanno impiegato 3 ore in meno. Questo dato è compatibile con la fisica interna delle stelle, per la quale, effettivamente, la luce dell’esplosione è partita 3 ore dopo i neutrini. Quindi per questo esperimento i neutrini andrebbero alla velocità della luce. (tra l’altro se l’esperimento del CERN fosse confermato, i neutrini di quella supernova sarebbero dovuti arrivare non 3 ore prima, ma circa 15000 ore prima, prova a fare il conto su quella distanza)<br />
Questo è quello che so, la situazione è molto intrigante ed interessante. Chissà come andrà a finire.</p>
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